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P4C

P4C, la classe IB a scuola di filosofia

P4C, la classe IB a scuola di filosofia - resoconto

I ragazzi della classe 1° B hanno sperimentato quest’anno la filosofia: non la storia del pensiero filosofico ma il “Fare FILOSOFIA”
La filosofia è entrata in classe e ha dato anima ai pensieri, alle riflessioni, ai dibattiti e alle emozioni.
Come?
Tutti in cerchio, prima seduti sui cuscini, poi più comodamente sulle sedie, abbiamo condiviso la lettura di alcuni episodi tratti da un testo di Matthew Lipman.
Sono nate tante domande, dubbi, e suggestioni: a volte sulla comprensione del testo, più spesso i fatti narrati nell’episodio sono stati utilizzati come pretesto per formulare un quesito su cui c’era il desiderio di confrontarsi. I ragazzi hanno scelto democraticamente quella che pareva essere la domanda più urgente su cui riflettere: “Sai prenderti cura di te stesso e degli altri?”, “La tua identità è condizionata da ciò che indossi?”, “Dai a tutti la possibilità di esprimersi?”
A questo punto il gruppo classe, trasformatosi in una carica e brillante comunità di ricerca, ha esplorato, approfondito, sviscerato, narrato attraverso le proprie esperienze e sensibilità, l’argomento.
Lo strumento metodologico è stato il dialogo: “dia-logo”, nella tradizione del dialogo socratico (strumento che, tramite interrogazioni tra due o più interlocutori, mira a giungere a una verità condivisa da rimettere però sempre in discussione ) .
Con questa modalità il gruppo è cresciuto, da timido si è fatto più sicuro, da esecutivo è divenuto propositivo, dimostrando sollecitudine verso i compagni nel sostenere l'esplicitazione del loro pensiero.
A circa metà del percorso i ragazzi, sempre più intraprendenti, hanno proposto nuove modalità per imparare a esprimere e ad argomentare le proprie considerazioni.
Abbiamo così sperimentato delle nuove pratiche: i ragazzi hanno scelto un tema che per loro era interessante e si sono confrontati con argomentazioni e controargomentazioni:”E' giusto rinchiudere gli animali nello zoo?”, “E' sempre necessario dire la verità?”.
E’ stato sorprendente! In modo autonomo gli “apprendisti filosofi” si sono preparati agli incontri cercando di dare al loro pensiero sufficiente autorevolezza con informazioni tratte da varie fonti.
Durante le “tenzoni filosofiche”, così le abbiamo nominate, il confronto tra loro è sempre stato rispettoso e corretto, l’ascolto reciproco pure, il livello di approfondimento, per ragazzi della loro età, è stato, a detta delle scriventi, elevato; positivo lo sforzo di accogliere e vagliare, provando a non assumere atteggiamenti faziosi, il punto di vista degli altri
Gli animi si sono accesi, le abilità retoriche perfezionate, il pensiero è diventato più raffinato, e la passione è cresciuta!
Ma il tempo, ahimè, è finito!
Lasciando la voglia di trovarne uno nuovo da riempire con nuovi pensieri e nuove emozioni...

Valentina Sarperi ed Elena Chiarini


 

Philosophy for children

EmmaTea Silvotti, 1^ B Brescia, 8 Aprile 2016

A scuola nel secondo quadrimestre noi della 1^ B abbiamo iniziato “Philosophy for children“: un’attività didattica che ci stimola a ragionare e a porci delle domande.

A ogni lezione Valentina (la nostra “aiutante filosofa”) ci fa leggere un breve testo, successivamente ognuno può fare qualsiasi domanda di qualunque genere riguardante il testo, alla fine della lezione da tutte quelle domande formeremo la “domanda della settimana”, cioè la domanda che verrà appesa al cartellone in corridoio, dove la potranno vedere, leggere e ragionarci tutti.

È una delle attività che preferisco, forse la mia preferita; quando faccio “Philosophy for children” mi sento rilassata; poter vedere i miei compagni in faccia senza dovermi girare e rigirare sulla sedia è davvero comodo, poi non ci sono domande “giuste” o “sbagliate” ci sono solo domande.

In realtà secondo i professori non ci sono domande giuste o domande sbagliate anche nelle lezioni “normali”, però io come studente non la vedo così, ora non so spiegare il perché.

Valentina, la nostra “aiutante filosofa”, come l’ho chiamata prima, è davvero brava, sempre sorridente e solare, legge anche con molta espressività, con lei mi sono trovata davvero bene.

Opinioni degli alunni Brescia, 8 aprile 2016

“L'attività mi è piaciuta perché devi concentrarti per porre domande e ho capito che se non poni domande non serve a nulla la filosofia...”
Iman

“...avevamo la possibilità di esprimere il nostro parere e di riportare la nostra esperienza personale...”
Petru

“Mi è piaciuta perché ci faceva ragionare e allo stesso tempo divertire e perché mi sono sentito libero di dire quello che pensavo.”
Saverio

“...è bello soprattutto quando ci dividiamo in gruppi e si può parlare e dire ciò che secondo noi è giusto o non è giusto e ragionarci tra noi; la cosa più bella è che prima discutiamo e litighiamo e alla fine torniamo ad essere una classe unita...”
Khadidja

“Mi è piaciuto perché ero curioso di conoscere quello che pensavano gli altri su questo argomento [oggetto di discussione]”
“Ora che abbiamo espresso le nostre idee a favore o contro, non sono più tanto convinto della mia posizione iniziale...”
Matteo